Nhora CaggegiIdentità sessuale e identità di genere nel racconto-verità “Il silenzio del salice piangente” di Nhora Caggegi Un libro per l’estate che si legge con piacere e fa riflettere è “Il silenzio del salice piangente” (Arteincircolo Edizioni, Acireale 2009), terza opera letteraria della giovane scrittrice Nhora Caggegi, la quale si cimenta, con stile agile e garbato, in un racconto-verità molto spinoso e complesso, che ha come nucleo essenziale la scoperta dell’identità sessuale di una persona classificata alla nascita come donna e che in modo sofferto e drammatico avverte crescendo di appartenere al sesso maschile. L’opera sta facendo discutere persone comuni che amano il racconto coinvolgente e capace di suscitare emozioni, ma anche psichiatri, giuristi ed educatori, che si sono confrontati nel corso di alcune presentazioni dell’opera, che ad Acireale è reperibile nella Libreria “Punto e Virgola”. L’identità sessuale non è così semplice come comunemente si ritiene. Tuttavia la vita di ciascun essere umano è fortemente condizionata sin dalla nascita dall’ ”appartenenza” al sesso maschile o femminile in relazione all’aspetto biologico apparente. Talora tale “collocazione” non è semplice perché ci si trova dinanzi a forme di ermafroditismo ed intersessualità. L’identità di genere è altro perché è frutto dell’incontro con la società e la cultura e i valori attribuiti all’essere donna e all’essere uomo. E’ pur vero che gli aspetti sessuali sono molto importanti per la costruzione dell’identità personale e per l’evoluzione sociale di ciascun individuo, ma l’identità coincide con l’esperienza personale del ruolo di genere che si esprime in ciò che la persona fa o dice per comunicare agli altri, oltre che a se stesso, in che grado è uomo o donna. La problematica è ardua e complessa e sfida i concetti a cui siamo stati abituati da sempre per cultura e tradizioni. La situazione reale è fluida e prescinde in tanti casi dallo schema semplicistico maschile /femminile. La storia vera e drammatica raccontata nel libro di Nhora Caggegi “Il silenzio del salice piangente” rientra nell’ambito dello pseudoermafroditismo, dovuto nella maggior parte dei casi a problemi di natura ormonale e in particolare alla via biosintetica degli ormoni stereoidei ad azione virilizzante o femminilizzante. Gli androgeni vengono denominati “ormoni maschili” e gli estrogeni “ormoni femminili”, ambedue sono presenti in tutti i soggetti, a prescindere dal sesso biologico , ma sono in quantità diverse nell’uomo e nella donna. |
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Nell’uomo prevalgono gli androgeni, mentre la donna produce in maggiore quantità estrogeni e una minore percentuale di androgeni. Nella sindrome di Morris, ad esempio, a seconda della produzione di androgeni ed estrogeni da parte delle gonadi, può succedere che il corpo è incapace di consolidarsi in senso maschile e si sviluppa prevalentemente in senso femminile. La sindrome adreno-genitale (SAG), a sua volta, è legata al deficit dell’enzima 21-idrosillasi con una virilizzazione variabile in relazione alla gravità di tale deficit mentre gli organi pelvici sono completamente femminili. Ci sono casi intermedi e rari come quello descritto in cui è presente l’utero, ma non si sono formate le ovaie, c’è un’ipertrofia del clitoride ed altri aspetti ancora più specifici. Il discorso nell’ambito della ricerca scientifica è tuttora aperto e viene aggiornato in rapporto ai casi clinici che vengono affrontati. Volutamente evito di elencare le varie tipologie di sessualità umana classificate fino ad oggi e con le sommarie informazioni sopra riportate voglio soltanto segnalare che le situazioni reali hanno una vasta gamma di variabili, che producono effetti diversificati nel vissuto soggettivo della persona interessata e risvolti sociali vari. E’ l’evoluzione fisica, fisiologica e psicologica del soggetto ad orientare, nel corso degli anni, il suo progressivo avvicinamento all’uno o all’altro sesso. Il processo di costruzione dell’identità personale si incrocia con l’identità di genere. Ciò che contraddistingue dagli altri il soggetto con pseudoermafroditismo è un vissuto non corrispondente al sesso biologico apparente nel quale non si riconosce e sente il desiderio profondo e insistente del cambiamento delle proprie caratteristiche corporee e dei propri dati anagrafici. L’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (O.N.I.G.) dichiara che “la costruzione dell’identità, e dell’identità di genere nello specifico, è un processo precoce e legato a complessi intrecci tra fattori biologici e fattori relazionali”. Lo stigma sociale viene avvertito dal soggetto interessato man mano che acquisisce la certezza della differenza tra l’identità somatica e quella psicologica. Di regola per pervenire al cambiamento di sesso biologico registrato all’anagrafe, occorre innanzitutto recarsi dallo psichiatra che dovrà diagnosticare il “disturbo di identità di genere” non tanto perché il problema riguardi una patologia psichiatrica quanto piuttosto per poter fruire del Servizio Sanitario Nazionale. Quindi interviene l’endocrinologo per la terapia ormonale sostitutiva. Nella successiva fase la persona dovrà rivolgersi al Tribunale per ottenere l’autorizzazione agli interventi chirurgici di conversione . Superato questo delicato periodo, secondo i tempi e le indicazioni fornite dai medici, la persona interessata dovrà tornare a rivolgersi al Tribunale per ottenere il cambiamento di stato anagrafico ovvero la “rettificazione dell’attribuzione di sesso”. Alla fine di questo percorso, in riferimento al nostro caso, per la legge italiana Giulia da donna diventa Giulio, uomo a tutti gli effetti, ed acquisisce il diritto di sposarsi e di adottare. Attualmente in Italia il cambiamento di sesso è regolamentato dalla legge n. 164 del 1982. Nella sessione di New York del 3 giugno 2008 l’Assemblea generale dell’Organizzazione degli Stati americani (38^ sessione) ha adottato una risoluzione (AG/RES. 2435) con la quale ha ribadito il principio di non discriminazione ed ha riaffermato l’applicazione ad ogni persona dei diritti umani indipendentemente dall’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Su questo punto, come si sa, il dibattito è aperto. In ogni caso, è evidente che il lungo e articolato processo per la risoluzione clinica e giuridica del problema richiede un adeguato counseling familiare e la collaborazione delle varie agenzie educative. Il problema educativo e sociale è di enorme rilevanza e incide sensibilmente nel determinare il vissuto della persona interessata, specialmente nelle fasi dello sviluppo. La problematica è, dunque, complessa ed è utile affrontarla apertamente e approfondirla. L’occasione ci è fornita da quest’opera di Nhora Caggegi che, con stile lineare e delicato, ci guida alla comprensione di una condizione di sofferenza che alla fine si stempera nella soluzione positiva tanto desiderata. GIOVANNI VECCHIO |