Emma La Spina

Emma la Spina nasce in Sicilia il 4 maggio 1960; dopo essere stata abbandonata alla nascita dalla madre, viene raccolta in un collegio femminile di Catania e quì vive un’esperienza fatta di sofferenza e violenza, sia fisica che psicologica.

Emma La Spina ha scritto un libro certamente autobiografico perché ha voluto essere la voce e la memoria delle “mille bambine in silenzio nelle grandi stanze di un istituto”.

Lei era una di queste molte bambine senza famiglia, ricoverata in un istituto assistenziale dove ha patito, come le altre bambine, sopraffazioni ed ingiustizie in quel periodo della vita femminile in cui è più difficile difendersi: l’infanzia.

È fatale pensare che una bambina maltrattata è una bambina non protetta (per disgrazia, per fatalità o per colpa) dalla propria madre. La maternità non è un evento necessariamente felice, perché può essere l’inizio di infinite sofferenze, ed i maltrattamenti ai bambini sono le conseguenze fatali di una spaventosa mancanza d’amore.

Peter Schellenbaum ha scritto l’eccezionale “ La ferita dei non amatisostenendo che, molte persone non sono amate, nel corso della propria vita, da nessuno di coloro che avrebbero dovuto farlo. E suggerisce, forse con una notevole approssimazione al vero, che l’unico rimedio al proprio “marchio dei non amati” è l’esserne consapevole. Se una persona capisce ed elabora il dato di fatto per cui verrà sempre dopo gli altri, nella scala degli affetti presuntivamente dovuti, sarà salva. Una persona sarà salva solo perché saprà, con certezza, di non doversi mai aspettare amore come sentimento dovuto.

Il suono di mille silenzi

È facile obiettare che il rimedio sarà efficace per gli adulti, ma non per le povere “bambine in silenzio”, inquadrate come paletti fastidiosi “nelle grandi stanze di un istituto

Emma La Spina scrive: “Domando, ma nessuno risponde, tutte in silenzio, concentrate nel loro lavoro (il silenzio non è affatto strano, in istituto non si parla quasi mai fra noi). Infine esco dalla stanza … Seguono tre giorni senza cibo. E poi la stanza del cane. … E viene il giorno della prima comunione. Siamo tutte eccitate. Non per l’evento religioso in sé (un sacramento che in fondo non capiamo), per la semplice novità. Alcune avranno per la cerimonia un vestito diverso dalle altre, fornito dai genitori. La maggior parte di noi, invece, indosserà il solito vestitino lungo e bianco, quello che mettono alle bambine anche quando muoiono”.

I castighi pesanti, sproporzionati, rispetto alle possibili marachelle delle bambine, non verranno più scordati. Il suono di mille silenzi di Emma La Spina sarà sicuramente un buon pro-memoria per coloro che, dimenticando la Storia, pontificano contro i cosiddetti bambini-consumatori di oggi, quei bambini cioè, che ordinano e ricevono beni di consumo. L’esagerazione nell’accontentare questi bambini è forse la nemesi storia, vendicativa, anche se ormai inefficace, di tutti i maltrattamenti subiti da bambini e bambini del passato.

Anna Ruggieri

 ......La lettura del libro “Il suono di mille silenzi” di Emma La Spina (Ed. PIEMME, 2009) ti coinvolge emotivamente e ti fa riflettere. La considerazione che viene subito alla mente  è che gli anni dello sviluppo psico-fisico dall’infanzia all’adolescenza sono fondamentali per la formazione della personalità di ciascuno di noi. La mortificazione continua di un bambino o una bambina sfortunati sottoposti ad un controllo rigido e inflessibile senza un minimo di affettività e di amore, la mancanza assoluta di un’accoglienza capace di comprendere le difficoltà di orientamento di un minore, producono effetti disastrosi che incideranno per sempre sull’esistenza di quel soggetto, il quale non è messo in grado di riconoscersi come persona e di scoprire cosa sia la dignità di un essere umano. La cattiva sorte che ti porta ad essere letteralmente rinchiuso  in un collegio, dove le suore non esprimono altro che durezza e punizioni e dove non sai chi sei, non ti aiuta a conoscere gradualmente il mondo reale nel quale, però, vieni poi buttato  come un sacco di immondizia. La storia raccontata  da Emma La Spina è l’autobiografia dei suoi primi 18 anni di vita, descritta con il senno del poi, ma con estremo realismo perchè motivata dalla dura esperienza di solitudine e di “lotta per la sopravvivenza” in un mondo ostile che ti ignora o ti respinge oppure ti usa.  I mille silenzi sono come la tela di un ragno entro la quale non hai  scampo , il loro suono è cupo e spegne le legittime attese di accettazione e di vero aiuto. Il racconto procede con ritmo incalzante,  i personaggi e gli eventi vengono descritti secondo il vissuto di una bambina che subisce non avendo altra scelta  e che, diventata adulta, scava nel suo passato per capire se stessa e dare una testimonianza forte, forse con l’auspicio di scuotere dall’indifferenza e sollecitare un serio dibattito su regole e modelli educativi, ma anche su una società superficiale e distratta, dove l’amore è tutt’altro che accoglienza, reciprocità e solidarietà.......

Giovanni Vecchio